DOTT.SSA SONIA ORSI

Di cosa mi occupo

Depressione

Il disturbo depressivo è una patologia psichiatrica o disturbo dell'umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia).

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari, sulla salute fisica con forte impatto dunque sulla qualità della vita in generale. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale.

Ansia

L'ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo, caratterizzato da una sensazione di preoccupazione o paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno a uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno), ovvero una mancata risposta di adattamento dell'organismo a una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l'individuo stesso. L'ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Può esistere come disturbo primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici. Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore.

Attacchi di panico

Il Disturbo di panico è un disturbo d’ansia caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico. Esso può anche includere significativi cambiamenti comportamentali della durata di almeno un mese e comprendenti la preoccupazione di avere altri attacchi.

Gli attacchi di panico non possono essere previsti, quindi un individuo può diventare ansioso e preoccupato chiedendosi continuamente quando si presenterà il prossimo.

Gli attacchi di panico sono eventi acuti innescati da una causa improvvisa, dove la durata della crisi è breve e i sintomi manifestati sono molto intensi. A causa dei sintomi intensi che accompagnano il disturbo di panico, questo può essere scambiato per una malattia fisica pericolosa per la vita, come ad esempio un attacco di cuore. Questo malinteso spesso aggrava il problema o tende a scatenare attacchi futuri; per questi motivi, inoltre, le persone, in seguito ad una crisi, si recano spesso al pronto soccorso.

Chi soffre di disturbo di panico, di solito, ha una serie di intensi episodi di estrema ansia durante le crisi di panico. Questi attacchi durano una decina di minuti ma possono arrivare a durare anche 20 minuti
In alcuni casi, l’attacco può continuare ad alta intensità senza sosta, o sembrare aumentare di gravità. I sintomi più comuni di un attacco includono battito cardiaco accelerato, sudorazione, vertigini, dispnea, e iperventilazione e in alcuni casi pensieri di morte imminente. Gli individui che vivono un episodio di panico spesso hanno un forte desiderio di fuggire dalla situazione che ha provocato l’attacco.

Fobie

Fobia specifica

Caratteristica essenziale è l'ansia intensa e persistente causata dall'esposizione a un oggetto o a una situazione temuti, che spesso determina comportamenti di evitamento, ovvero di fuga ansiosa da tali circostanze.
L'esposizione allo stimolo fobico provoca quasi invariabilmente un'immediata risposta ansiosa.
Le fobie più diffuse sono associate ad animali (cani, topi, serpenti, insetti), all'ambiente naturale (altezze elevate, mare), ai traumi fisici (sangue, iniezioni), situazioni specifiche (spazi aperti o agorafobia, come le strade, le piazze, l'autostrada, la guida in automobile o a spazi chiusi o claustrofobia come ad esempio l'ascensore).

 

Fobia sociale

La caratteristica principale della Fobia Sociale è una paura marcata e persistente che riguarda le situazioni sociali o prestazionali che possono creare imbarazzo. L'esposizione a tali situazioni provoca quasi invariabilmente un'immediata risposta ansiosa.
La persona ha una forte paura del giudizio e del pensiero negativo della gente, che spesso sfocia in senso di inadeguatezza ed ingiustificata inferiorità

 

Disturbo ossessivo-compulsivo

Le caratteristiche essenziali del Disturbo Ossessivo-Compulsivo sono le ossessioni e/o le compulsioni ricorrenti, sufficientemente gravi da far impiegare tempo o da causare disagio marcato.
Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini persistenti, sono vissute come intrusive e inappropriate e causano ansia o disagio marcati.
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (come lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (come pregare, contare, ripetere mentalmente delle parole) il cui obiettivo è quello di prevenire o ridurre l'ansia o il disagio.

 

Disturbo post-traumatico da stress

Caratteristica principale è lo sviluppo di sintomi tipici che seguono l'esposizione ad un fattore traumatico estremo che implica l'esperienza personale diretta di un evento che causa o può comportare morte o lesioni gravi o altre minacce all'integrità fisica propria o di un'altra persona.
La reazione all'evento comprende paura intensa, il sentirsi inerme o il provare orrore.
I sintomi caratteristici che risultano da tale esposizione includono il continuo rivivere l'evento traumatico, l'evitamento persistente degli stimoli associati al trauma, l'ottundimento della reattività generale.

 

Ipocondria

L’ipocondria, o altrimenti detta ansia per la salute, è un disturbo psicologico collegato alla paura di avere una grave malattia, questa preoccupazione deriva dall’interpretazione errata dei sintomi fisici. L’ipocondria, che può anche essere correlata ai disturbi d’ansia, porta la persona a prestare un’eccessiva attenzione per il funzionamento del corpo: la persona vive così in una costante condizione di allarme, temendo di essere seriamente ammalata ogni volta che percepisce modificazioni fisiologiche e sensazioni fisiche distoniche come giramenti di testa, afffaticamento, o dolori localizzati. L’ipocondria danneggia la quotidianità della persona, a scapito della vita sociale, relazionale e lavorativa.

 

Disturbi psicosomatici

La persona che soffre per un disturbo definito di Somatizzazione, presenta sintomi fisici nella forma di disturbi organici o infiammazioni, pur derivando in realtà da cause psichiche. Questi sintomi causano una significativa riduzione della qualità della vita, così da obbligare il soggetto a ricercare continui trattamenti medici e terapeutici. A livello clinico, perchè si possa parlare di disturbo di somatizzazione, è necessaria la presenza di sintomi che coinvolgano diversi apparati del corpo:

  1. Quattro sintomi dolorosi riguardanti quattro localizzazioni: testa, addome, schiena, articolazioni, torace, retto, dolori mestruali, dolori nei rapporti sessuali.
  2. Almeno due sindromi gastro-intestinali: nausea, vomito, diarrea, intolleranza a molti cibi, meteorismo.
  3. Un sintomo di tipo sessuale: disfunzione erettile o dell’eiaculazione, cicli mestruali irregolari, nausea in gravidanza, disturbo del desiderio sessuale.
  4. Un sintomo pseudo-neurologico: limitazione delle funzioni motorie o sensitive, alterazioni della coordinazione e dell’equilibrio, paralisi localizzata, afonia, svenimenti, ritenzione urinaria, amnesia, difficoltà nella deglutizione.

Disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono complesse malattie mentali che portano, chi ne è affetto, a vivere con l'ossessione del cibo, del peso e dell'immagine corporea.
Il peso, tuttavia, non è un marcatore clinico imprescindibile di disturbi del comportamento alimentare, perché anche persone di peso corporeo normale possono essere affette dalla patologia.

I disturbi del comportamento alimentare possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e portare a morte.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne e tendono ad essere molto mutevoli, anche nello stesso individuo. L'età di esordio si è abbassata e non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti.
Se ne distinguono quattro tipi principali:

  • anoressia nervosa
  • bulimia
  • binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata)
  • altre forme: disturbi sottosoglia, forme ibride ed Ednos (disturbi alimentari non altrimenti specificati o disturbi del comportamento alimentare-Nas)

 

Nuove dipendenze

Con il termine ‘New Addictions’(Nuove Dipendenze) si intendono tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica.  L’oggetto della dipendenza è in questo caso un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata.
Le nuove dipendenze (New Addicitons) o dipendenze comportamentali si riferiscono a una vasta gamma di comportamenti, tra esse le più note e maggiormente indagate sono il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), lo Shopping Compulsivo, la Dipendenza da Internet, da Sesso,  da Lavoro e da Studio, le Dipendenze da Tecnologia, le Dipendenze Relazionali .

Tutti questi comportamenti, seppur considerati normali abitudini della vita quotidiana,  possono  diventare,  per  alcuni  individui,  delle  vere  e  proprie dipendenze, che sconvolgono ed invalidano l’esistenza del soggetto stesso e  del  suo  sistema  di  relazioni.  Le  dipendenze  comportamentali,  infatti,  si manifestano  nell’urgente  bisogno  di  dover  praticare  un’attività,  nella consapevolezza  che  a  lungo  andare  condurrà  all’autodistruzione.

 

Problemi relazionali

Con problemi relazionali intendiamo tutte le difficoltà che abbiamo nell’interazione con gli altri, in famiglia, a scuola e sul lavoro. Magari non riusciamo ad instaurare legami duraturi o quelli che instauriamo sono conflittuali; a volte non li creiamo oppure non riusciamo a gestirli in modo adeguato
Il più delle volte tendiamo ad attribuire l'insuccesso a cause esterne perchè è più facile e perchè guardarsi dentro può spaventare; in realtà l'unico modo per comprendere i nostri errori o le nostre debolezze è proprio quello di lavorare su noi stessi per scoprire le nostre modalità relazionali che solitamente, dipendono dalle interazioni sperimentate in età infantile.

Disturbi di personalità

Un disturbo di personalità è definito come un modello abituale di esperienza o comportamento che si discosta notevolmente dalla cultura a cui l'individuo appartiene e si manifesta in almeno due delle seguenti aree: esperienza cognitiva, affettiva, funzionamento interpersonale e controllo degli impulsi (area comportamentale).

Il concetto di "disturbo" sembra ormai superato: esso, come la personalità detta "normale", si forma dai primi anni di vita fino all'età adulta, è quindi ad un tipo o a un modello di personalità a cui bisogna riferirsi. Questo perché non si tratta di una personalità "normale" che ad un certo punto diventa "disturbata", ma una personalità che a seguito di diversi fattori (ambientali, biologici, traumatici, ecc.) può assumere schemi e modelli disadattivi.

Il pattern deve presentarsi in un'ampia gamma di situazioni sociali e comportare una condizione di disagio, personale, sociale e lavorativo, clinicamente significativa, anche se questo non è sempre riconosciuto dal paziente, il quale manca di insight, ossia non si rende conto del proprio impatto sugli altri e non tende a cercare aiuto.

La disadattività può insorgere nella prima metà della vita adulta ma può essere visibile già nell'infanzia, generalmente è stabile nel tempo e presenta un carattere inflessibile e pervasivo nelle diverse aree della vita, inoltre, comporta conseguenze in termini di sofferenza soggettiva e limitazioni nelle relazioni e nell'area lavorativa.